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Nissoria

Nissoria
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sicilia – stemma Sicilia
Provincia Enna – stemma Enna
Sindaco Armando Glorioso (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 37°39′0″N 14°27′0″ECoordinate: 37°39′0″N 14°27′0″E (Mappa)
Altitudine 691 metri sul lvello del mare
Superficie 61 km²
Abitanti 3 011 (31-12-2010)
Densità 49,36 ab./km²
Comuni confinanti Agira, Assoro, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia
Altre informazioni
Cod. postale 94010
Prefisso 0935
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 086013
Cod. catastale F900
Targa EN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 710 GG
Nome abitanti Nissorini
Patrono San Giuseppe
Localizzazione
Nissoria è posizionata in Italia
 
Posizione del comune di Nissoria nella provincia di Enna
Posizione del comune di Nissoria nella provincia di Enna

I monumenti

La chiesa di San Giuseppe

La Chiesa di San Giuseppe La prima Chiesa, a servizio della popolazione di Nissoria, sorse in contrada Torre dove, all'epoca della dominazione bizantina, è documentata l'esistenza di un agglomerato urbano che ospitava gente di probabile origine greca. La Chiesa consisteva in un semplice oratorio costituito da una cappella a croce commissa con orientamento nord sud. La costruzione dell'edificio odierno avvenne contestualmente alla fondazione dell'abitato attuale, nella metà del XVIII secolo, per volontà della famiglia Moncada -Ventimiglia, alla quale il feudo di Nissoria apparteneva dal 1687.

Le caratteristiche climatiche e soprattutto, la naturale posizione strategica di questo territorio, lo rendevano appetibile ed idoneo alla fondazione di un nuovo insediamento; Nissoria è una delle "città nuove" fondate dall'aristocrazia feudale, la quale, nel corso dei secoli XVII e XVIII, promosse un processo di "colonizzazione interna" dell'isola che ebbe i caratteri di una vera e propria pianificazione territoriale. Alla politica portata avanti dalla principessa Ruffo Moncada, quale procuratrice del marito Don Francesco Rodrigo Moncada, si deve la fondazione, nell'anno 1746, della chiesa ad unica navata dedicata a San Gregorio Armeno, antico patrono della cittadina, del quale si conserva tuttora un quadro.

Nissoria, nella metà del XVIII secolo, conosce una nuova fioritura, essa più che da una fondazione ex novo sembra sia interessata da un incremento demografico ed edilizio, in risposta ai nuovi equilibri politici sociali creatisi in seguito al matrimonio fra Giovanna Ventimiglia e Luigi Guglielmo Moncada, appartenente ad una delle famiglie più potenti della Sicilia. La Chiesa, sorta per sopperire alle esigenze spirituali del piccolo borgo, fu costruita seguendo una prassi consolidata, secondo la quale alle famiglie nobiliari spettava il compito di dotare delle infrastrutture principali i nuovi centri di loro fondazione. La chiesa fu all'inizio una semplice cappellania amministrata mediante una dotazione da parte dei Moncada. L'elevazione a Parrocchia fu disposta nel 1756 dal Vescovo di Catania Mons. Pietro Galletti e confermata dal suo successore Mons. Ventimiglia.

In quello stesso anno, la principessa Moncada, quale procuratrice del marito, assegnava alla erigenda parrocchia una rendita annua di onze 40 in censi enfiteutici riservandosi, in contropartita, il cosiddetto "ius patronatus", il cui più importante privilegio consisteva nella designazione del nominativo del parroco. A partire dal 1834 la Chiesa, grazie ad un atto da parte di casa Moncada, disporrà, per oltre un secolo, di un'annua rendita enfiteutica; la Chiesa di San Gregorio Armeno non è più, dunque, una semplice cappellania di patronato feudale. Il privilegio dello "ius patronatus" viene trasferito al Comune che lo eserciterà per oltre un secolo, fino al 1955, causando momenti di grande tensione con i vari Parroci via via succedutisi e successivamente, persino con la Curia Vescovile di Nicosia.

Dal 1816 Nissoria e la sua chiesa passano dalla giurisdizione del Vescovo di Catania a quella del Vescovo di Piazza Armerina; nell'ambito di tale diocesi la cittadina rimane fino al 1854, nonostante venisse assegnata nel 1844 alla neoistituita Diocesi di Nicosia. Nell'Aprile del 1855, la diffusione del culto verso San Giuseppe, diffusosi nel piccolo centro già nella prima metà dell'800, viene legittimato ufficialmente grazie al Decreto Vescovile di erezione del Patriarca San Giuseppe a Patrono della Chiesa, al posto dell'antico patrono San Gregorio.

La Chiesa, al momento della fondazione, è un edificio modesto, sorto in fretta e con scarsità di mezzi. Solo con i successivi lavori di ampliamento, nella metà dell'800, avrebbe raggiunto l'aspetto e le dimensioni attuali. L'edificio costruito evidentemente con materiale precario, risulta pericolante già cinquant'anni dopo dalla sua fondazione; la situazione peggiora ulteriormente negli anni 30, periodo di grandi difficoltà economiche per la chiesa che necessita di continue riparazioni delle sue fabbriche . Nel 1843 furono eseguiti alcuni lavori urgenti di riparazione che ingrandirono tra l'altro il fabbricato con l'aggiunta delle due navate laterali.

Da alcuni documenti d'archivio sappiamo che tali lavori, tra l'altro non ultimati, furono eseguiti in economia e senza l'ausilio di maestranze qualificate; infatti la situazione edilizia rimase molto precaria Il prospetto ed il campanile vennero successivamente realizzati con il concorso finanziario del Governo, del Comune e dei fedeli ed ultimata (probabilmente) nel 1878. Nel 1891 vennero finalmente costruiti la scalinata ed il piazzale antistante la chiesa. Eccetto gli interventi di ordinaria manutenzione, non si ha alcuna notizia di lavori significativi sino al 1910, anno in cui venne ultimata la pavimentazione della navata centrale.

Nel 1939 vennero realizzati dei lavori nella sagrestia che le diedero l'aspetto attuale, e precisamente la volta del corridoio, la cameretta e le 6 grandi vetrate. Nel 1943 i bombardamenti che interessarono il territorio nei mesi di Settembre ed Ottobre, causarono notevoli danni all'edificio che richiesero varie riparazioni, eseguite nel 1948.

AbsideLa Chiesa ha subito diversi interventi nel corso degli ultimi anni.Negli anni '60, in seguito alle nuove norme stabilite dal l Concilio Vaticano II, l'abside della navata centrale fu interessata da alcune modifiche, seguite, negli anni '70, da lavori di pavimentazione delle navate . Gli interventi edilizi nella Chiesa, grazie al concorso finanziario di privati, della Provincia e della Regione, possono dirsi conclusi nell'anno 1999, anno che vede finalmente la consacrazione dell'edificio, dopo più di 250 anni dalla sua fondazione.

La storia

I resti della torreNissoria – Cenni storici Una baronia e due Casali.

Il Dizionario Topografico della Sicilia, la cui prima stesura risale al 1757, riporta una descrizione sintetica e precisa, del territorio di Nissoria del sec.XVIII e, importanti cenni storici sull'or igine dell’omonimo insediamento; essa racchiude la fine e l'inizio di una storia, una storia recente attraverso eventi appartenuti ad un più lontano e quasi sconosciuto passato:

« Nissoria - amplissimo fondo... in cui era da gran tempo un casale del medesi mo nome, ed un novello viene a costruirsene in questo nostro tempo tra Agira, Assoro e Leonforte in amenissimo sito, e propriamente nella pubblica via che da Catania mena in Palermo, appartiene oggi a Francesco Rodrigo principe di Paternò ... il quale siccom e dissi, raduna un novello casale ....».

Da queste poche righe è facile intuire che la storia di Nissoria è legata a due diverse zone del suo territorio, il soleggiato altipiano al centro di verdi vallate occupato dall'attuale centro abitato e la Contrada o ggi denominata Torre che, fin dal VI sec. ospitò l'antica Nysura (guida geografica della Sicilia - Geografo "Ravennate" VII sec.) , colonia fondata da immigrati di stirpe orientale che vi introdussero il culto per San Gregorio, Patriarca degli Armeni, rimas to venerato protettore di Nissoria fino al 28.04.1855, anno in cui S.E. Mons. Camillo Milana Vescovo della Diocesi di Nicosia, autorizzò di dedicare la locale chiesa a San Giuseppe che, divenne Patrono della cittadina.

“...I festeggiamenti più spettacolari in onore del Santo Patrono non coincidono con la festa di precetto del 19 marzo, ma ricorrono la 1^ domenica di agosto che, un tempo, quando l’agricoltura occupava il posto più importante tra tutte le attività locali, coincideva con la fine dei lavori nei campi ed erano stati immagazzinati i frutti delle dure fatiche invernali...

La presenza, in contrada Torre, di notevoli resti di fortificazione (XIII sec) e il ritrovamento (1953) di splendidi reperti di orificeria bizantina (VI - VII sec) descritti n egli "Atti Dell'Accademia Dei Lincei" ed esposti nel Museo Archeologico di Siracusa (Monetiere Soprintendenza) confermano l'importanza raggiunta dal sito, forse erede della più antica Imakara, città di origine sicula, collocata, da diversi insigni studiosi , nella confinante contrada Picinosi. ... Il "Qalat Musar ì ah" ?) sottomesso dagli Arabi quasi certamente nell'861, successivamente assegnato al Vescovo di Troina dal Gran Conte Ruggero, per passare poi, tra il 1095/1096, alla giurisdizione del Vescovo di Mes sina e retto dai Basiliani che, ancora nel 1309, provvedevano alla riscossione delle "Decime" sul casale Nysura, erroneamente indicato con il nome di "Nagaria" (Rationes Decimarum Siciliae).

Con Federico II (1194 - 1250) che probabilmente, nel corso de lle rivalità con la Santa Sede, pur lasciando alla Chiesa il diritto di riscossione delle decime, assegnò il governo del territorio alla nobiltà laica isolana, ebbe inizio la cronologia ufficiale dei Casati ai quali fu concesso il possesso e con esso i pri vilegi sui 24 feudi dell'omonima "Nobile Baronia" e sul casale Nysura, il cui nome si trasformerà lentamente in Nissoria. La cronologia inizia con Virgilio De Catania, ritenuto l'artefice degli ultimi rimaneggiamenti apportati alla fortificazione della Con trada Torre, seguiorono successivamente i De Sano, i De Marchisio, i Ventimiglia, per finire con i Moncada che, nell'intendo di favorire la colonizzazione e il conseguente sfruttamento di vaste aree incolte presenti nel versante orientale della Baronia, ne ll'anno 1746, ad opera di Francesco Rodrigo Moncada Ventimiglia Aragona, Principe di Paternò, diedero inizio alla fondazione dell'odierna Nissoria,

« ...Permettersi la fabbrica delle case proporzionate per la sua abitazione e de' suoi familiari e di tu tta la gente, che dovea, e potea coltivare, ed arbitriare quel fondo... » e, la costruzione del fondaco « ...per alloggiamento de' passeggieri... » (Tribunale Del Real Patrimonio - R.D. del 19 aprile 1749).

Il nuovo centro abitato sorse sulla Consolare PA/CT, oggi S.S. 121, lo ospitò un soleggiato altipiano a m. 660 s.m. posto sui monti Erei, a ridosso della media valle del fiume Salso, circondato dai colli delle Serre e del Bosco, tra Agira, Assoro e Leonforte, a Km 1,5 ca. dal preesistente casale di co ntrada Torre che, sebbene privo della secolare chiesa « ...coll'opportuna licenza di S.E. Vescovo di Catania, ...diroccando l'antica chiesa, sul dubbio che due chiese dassero fastidio... » , continuò ad ospitare molta gente, cosicché per diversi anni conti nuarono a coesistere, l'uno accanto all'altro, due agglomerati col medesimo nome, la vecchia e la nuova Nissoria.

Per secoli, i ventiquattro feudi della Baronia di Nissoria, con una estensione complessiva di oltre seimila ettari, costituirono la vera esse nza del territorio e determinarono lo sviluppo locale e, in parte, anche quello dei centri vicini, tra questi sono da ricordare i feudi di Caporedina, Mintina e Madonna, ricchi di pascoli e tradizioni casearie per la presenza di numerosi allevamenti di bovini e ovini; - Favara e Basciana oggi noti per la presenza di accoglienti aziende agrituristiche; - Bosco, Costa di Sano e Galati , ricchi di uliveti; - Musa , contrada da sempre densamente popolata, ricca di storia e tradizioni, nota per le numerose s agre che negli ultimi anni riescono a richiamare migliaia di visitatori.

La fondazione della nuova Nissoria non fu priva di ostacoli; i notevoli e motivati interessi economici sulla baronia, i timori di una prevedibile flessione demografica dei centri v icini a beneficio della "nuova terra" , fondata secondo precise regole feudali, che prevedevano, tra l'altro, vantaggiosi benefici (franchigia) per quanti vi si stabilivano, ne rallentarono enormemente lo sviluppo e impedirono un rapido incremento della pop olazione anche se, negli anni successivi alla fondazione, numerose famiglie provenienti da diversi centri Etnei e dalla poco distante Centuripe, contribuirono notevolmente ad ampliare i confini del centro urbano imposti dal citato R.D., pur rimanendo per a nni « Unico quartiere della Venerabile Matrice Chiesa », costituito da « ...case basse e non solerate...».

La successiva storia di Nissoria è comune a tutti i piccoli centri della Sicilia, caratterizzata soprattutto da un grande impegno per uscire da uno stato di estrema precarietà economica e culturale. Conta 3.140 abitanti ca. (Nissorini) e, dal 1926 appartiene alla provincia di Enna (Km. 27). Nell'economia di Nissoria, l'agricoltura ha sempre occupato un posto rilevante, anche se nel corso degli anni si è sempre più frequentemente trasformata in attività aggiuntiva; non vanno, inoltre, dimenticate le attività terziarie e la piccola imprenditoria.

Vincenzo Cacciato Insilla