La storia

I resti della torreNissoria – Cenni storici Una baronia e due Casali.

Il Dizionario Topografico della Sicilia, la cui prima stesura risale al 1757, riporta una descrizione sintetica e precisa, del territorio di Nissoria del sec.XVIII e, importanti cenni storici sull'or igine dell’omonimo insediamento; essa racchiude la fine e l'inizio di una storia, una storia recente attraverso eventi appartenuti ad un più lontano e quasi sconosciuto passato:

« Nissoria - amplissimo fondo... in cui era da gran tempo un casale del medesi mo nome, ed un novello viene a costruirsene in questo nostro tempo tra Agira, Assoro e Leonforte in amenissimo sito, e propriamente nella pubblica via che da Catania mena in Palermo, appartiene oggi a Francesco Rodrigo principe di Paternò ... il quale siccom e dissi, raduna un novello casale ....».

Da queste poche righe è facile intuire che la storia di Nissoria è legata a due diverse zone del suo territorio, il soleggiato altipiano al centro di verdi vallate occupato dall'attuale centro abitato e la Contrada o ggi denominata Torre che, fin dal VI sec. ospitò l'antica Nysura (guida geografica della Sicilia - Geografo "Ravennate" VII sec.) , colonia fondata da immigrati di stirpe orientale che vi introdussero il culto per San Gregorio, Patriarca degli Armeni, rimas to venerato protettore di Nissoria fino al 28.04.1855, anno in cui S.E. Mons. Camillo Milana Vescovo della Diocesi di Nicosia, autorizzò di dedicare la locale chiesa a San Giuseppe che, divenne Patrono della cittadina.

“...I festeggiamenti più spettacolari in onore del Santo Patrono non coincidono con la festa di precetto del 19 marzo, ma ricorrono la 1^ domenica di agosto che, un tempo, quando l’agricoltura occupava il posto più importante tra tutte le attività locali, coincideva con la fine dei lavori nei campi ed erano stati immagazzinati i frutti delle dure fatiche invernali...

La presenza, in contrada Torre, di notevoli resti di fortificazione (XIII sec) e il ritrovamento (1953) di splendidi reperti di orificeria bizantina (VI - VII sec) descritti n egli "Atti Dell'Accademia Dei Lincei" ed esposti nel Museo Archeologico di Siracusa (Monetiere Soprintendenza) confermano l'importanza raggiunta dal sito, forse erede della più antica Imakara, città di origine sicula, collocata, da diversi insigni studiosi , nella confinante contrada Picinosi. ... Il "Qalat Musar ì ah" ?) sottomesso dagli Arabi quasi certamente nell'861, successivamente assegnato al Vescovo di Troina dal Gran Conte Ruggero, per passare poi, tra il 1095/1096, alla giurisdizione del Vescovo di Mes sina e retto dai Basiliani che, ancora nel 1309, provvedevano alla riscossione delle "Decime" sul casale Nysura, erroneamente indicato con il nome di "Nagaria" (Rationes Decimarum Siciliae).

Con Federico II (1194 - 1250) che probabilmente, nel corso de lle rivalità con la Santa Sede, pur lasciando alla Chiesa il diritto di riscossione delle decime, assegnò il governo del territorio alla nobiltà laica isolana, ebbe inizio la cronologia ufficiale dei Casati ai quali fu concesso il possesso e con esso i pri vilegi sui 24 feudi dell'omonima "Nobile Baronia" e sul casale Nysura, il cui nome si trasformerà lentamente in Nissoria. La cronologia inizia con Virgilio De Catania, ritenuto l'artefice degli ultimi rimaneggiamenti apportati alla fortificazione della Con trada Torre, seguiorono successivamente i De Sano, i De Marchisio, i Ventimiglia, per finire con i Moncada che, nell'intendo di favorire la colonizzazione e il conseguente sfruttamento di vaste aree incolte presenti nel versante orientale della Baronia, ne ll'anno 1746, ad opera di Francesco Rodrigo Moncada Ventimiglia Aragona, Principe di Paternò, diedero inizio alla fondazione dell'odierna Nissoria,

« ...Permettersi la fabbrica delle case proporzionate per la sua abitazione e de' suoi familiari e di tu tta la gente, che dovea, e potea coltivare, ed arbitriare quel fondo... » e, la costruzione del fondaco « ...per alloggiamento de' passeggieri... » (Tribunale Del Real Patrimonio - R.D. del 19 aprile 1749).

Il nuovo centro abitato sorse sulla Consolare PA/CT, oggi S.S. 121, lo ospitò un soleggiato altipiano a m. 660 s.m. posto sui monti Erei, a ridosso della media valle del fiume Salso, circondato dai colli delle Serre e del Bosco, tra Agira, Assoro e Leonforte, a Km 1,5 ca. dal preesistente casale di co ntrada Torre che, sebbene privo della secolare chiesa « ...coll'opportuna licenza di S.E. Vescovo di Catania, ...diroccando l'antica chiesa, sul dubbio che due chiese dassero fastidio... » , continuò ad ospitare molta gente, cosicché per diversi anni conti nuarono a coesistere, l'uno accanto all'altro, due agglomerati col medesimo nome, la vecchia e la nuova Nissoria.

Per secoli, i ventiquattro feudi della Baronia di Nissoria, con una estensione complessiva di oltre seimila ettari, costituirono la vera esse nza del territorio e determinarono lo sviluppo locale e, in parte, anche quello dei centri vicini, tra questi sono da ricordare i feudi di Caporedina, Mintina e Madonna, ricchi di pascoli e tradizioni casearie per la presenza di numerosi allevamenti di bovini e ovini; - Favara e Basciana oggi noti per la presenza di accoglienti aziende agrituristiche; - Bosco, Costa di Sano e Galati , ricchi di uliveti; - Musa , contrada da sempre densamente popolata, ricca di storia e tradizioni, nota per le numerose s agre che negli ultimi anni riescono a richiamare migliaia di visitatori.

La fondazione della nuova Nissoria non fu priva di ostacoli; i notevoli e motivati interessi economici sulla baronia, i timori di una prevedibile flessione demografica dei centri v icini a beneficio della "nuova terra" , fondata secondo precise regole feudali, che prevedevano, tra l'altro, vantaggiosi benefici (franchigia) per quanti vi si stabilivano, ne rallentarono enormemente lo sviluppo e impedirono un rapido incremento della pop olazione anche se, negli anni successivi alla fondazione, numerose famiglie provenienti da diversi centri Etnei e dalla poco distante Centuripe, contribuirono notevolmente ad ampliare i confini del centro urbano imposti dal citato R.D., pur rimanendo per a nni « Unico quartiere della Venerabile Matrice Chiesa », costituito da « ...case basse e non solerate...».

La successiva storia di Nissoria è comune a tutti i piccoli centri della Sicilia, caratterizzata soprattutto da un grande impegno per uscire da uno stato di estrema precarietà economica e culturale. Conta 3.140 abitanti ca. (Nissorini) e, dal 1926 appartiene alla provincia di Enna (Km. 27). Nell'economia di Nissoria, l'agricoltura ha sempre occupato un posto rilevante, anche se nel corso degli anni si è sempre più frequentemente trasformata in attività aggiuntiva; non vanno, inoltre, dimenticate le attività terziarie e la piccola imprenditoria.

Vincenzo Cacciato Insilla